Recensione Wiko View 2, l’entry level dall’aspetto premium

Wiko View 2 è un buon entry level, abbastanza completo sotto tutti i punti di vista: unico neo? Il prezzo!

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Ho avuto modo di utilizzare per qualche giorno Wiko View 2. Un entry level che incontra in pieno le esigenze degli utenti decisi a non rinunciare a linee estetiche interessanti, anche nella fascia degli entry level.

L’estetica ed i materiali

Anche se in plastica, il back panel lucido di Wiko View 2 è di ottima fattura. Il grip offerto mi ha facilitato l’utilizzo ad una mano, sebben non fosse sempre possibile a causa della dimensione del display.

Infatti, lo schermo è un pannello da ben 6″ con risoluzione HD+ e con notch a goccia, che diventa sempre più di moda. La visibilità dello schermo è buona nella maggior parte delle situazioni, ogni tanto si sentono i limiti della risoluzione che si ferma all’HD+.

Pur non trattandosi di un borderless, il display occupa comunque buona parte del pannello frontale, obbligando il lettore d’impronte digitali a posizionarsi sul posteriore, al centro. In alto a destra spunta invece il sensore per la fotocamera principale.

Wiko View 2 mantiene il jack audio da 3,5 millimetri. Questo lo rende certamente interessante agli occhi di chi non vuole rinunciare a questa peculiarità. Un vero peccato che la porta per la ricarica della batteria e la connessione al PC sia ancora microUSB.

Hardware e software

Da buon entry level, a bordo di questo Wiko View 2 c’è il processore Qualcomm Snapdragon 435. Un octa core – con massima frequenza 1,5 GHz – supportato da 3GB di memoria RAM e 32GB di storage interno espandibile tramite microSD fino a 128GB.

Il sistema operativo è Android Oreo 8.0 con interfaccia utente semi stock. Non è esattamente un campione di reattività, ma riesce a svolgere le sue task senza impuntamenti. L’ho trattato da entry level ed ho evitato di pretendere troppo, sebbene debba ammettere di aver testato device della stessa fascia ben più fluidi.

Il notch a goccia è ottimizzato bene, però è un peccato che le patch di sicurezza siano ancora ferme a maggio 2018.

La GPU è Adreno 505. Non l’ho utilizzata per intense sessioni di gaming, ma non ho certo risparmiato allo smartphone la fruizione di contenuti multimediali. Tutto senza riscontrare alcun problema.

La batteria da 3000 mAh permette di coprire l’intera giornata di utilizzo, con un minimo di residuo di energia. Ammetto di averlo sfruttato durante le vacanze, quindi con ritmi molto più lenti. Ovviamente, esiste la modalità di risparmio energetico standard ed anche quella intelligente, che permette di gestire le risorse al meglio mentre il terminale è in stand by.

Multimedialità

Il comparto fotografico di Wiko View 2 si focalizza soprattutto sul sensore frontale dedicato ai selfie. I suoi 16MP dovrebbero garantire scatti particolarmente interessanti, anche se questo non si è rivelato vero, soprattutto in scarse condizioni di luminosità. In generale, l’effetto sfocato è interessante.

Quando al sensore principale, da 13MP, anche in questo caso la luce è fondamentale. In caso di condizioni favorevoli, Wiko View 2 restituisce immagini dai colori nitidi ed abbastanza vivaci. Non manca il flash LED. I video, girati in massima risoluzione FHD, non sono decisamente il punto forte di questo device, complice l’assenza di stabilizzazione.

I comparto audio è supportato da uno speaker audio mono, che restituisce un volume abbastanza basso e di qualità sufficiente.

Connettività

Wiko View 2 è naturalmente dotato di connettività dati 4G. Buona la ricezione, nella media. Sul device non manca il Wifi, il Bluetooth 4.2, l’NFC ed Anche il GPS (con A-GPS e Glonass). Non ho avuto problemi di utilizzo di alcun genere.

Sensori

La suite dei sensori è piuttosto completa: accelerometro, giroscopio, bussola e sensore di prossimità e luminosità. Assolutamente non male, considerando che si tratta di un device entry level. Anche il lettore d’impronte digitali difficilmente perde colpi.

Giudizio finale

L’unico vero neo di Wiko View 2 è il prezzo. Attualmente, si trova fra i 170€ ed i 200€. Una fascia di prezzo all’interno della quale è possibile trovare concorrenti con una scheda tecnica superiore.

Dalla sua c’è certamente la “completezza“. Un device dalle belle linee estetiche, con display da 6” e prestazioni generali buone. Probabilmente, 50€ in meno avrebbero potuto fare la differenza.

 

 

 

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Carla Stea
Recensore ed editor in ambito Tech, non ho ancora capito se è un lavoro o una passione. Il confine è sottile. Classe 1990, ho abbandonato le bambole prima di capire a cosa servissero realmente. Sono appassionata di tecnologia sin da piccolissima, mi divertiva qualsiasi cosa si azionasse premendo un bottone. Ho avuto il primo PC, il mitico Commodore 64, a 6 anni. Senza capirci nulla mi divertivo a ricopiare pagine e pagine di codici solo per veder apparire un'animazione. Crescendo ho imparato, rompendone tanti, come utilizzare al meglio computer e gadget tecnologici vari. Attualmente, scrivo articoli e produco videorecensioni per diversi siti web di informazione ricercando i contenuti più interessanti presenti dedicati all' high-tech.

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